4 LUGLIO 2013 - 4 LUGLIO 2021

Perché dopo otto anni non possiamo ancora dirci soddisfatt*

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OTTO ANNI FA il Comitato Salviamo Corso Marconi indiceva la prima (civile, allegra e creativa) manifestazione di protesta nel viale e piantava il primo albero (ne sarebbero seguiti altri dieci) in una delle lacune della storica ma trascurata alberata. Quel primo ippocastano è cresciuto rigogliosamente e fiorisce ogni anno. Così come sono attecchiti e crescono gli altri dieci. Cresciuti anche nel senso che hanno finalmente spinto Città e Circoscrizione a piantare colmando le successive carenze.

Il Comitato si era costituito il 13 maggio 2013 con la finalità, come recita lo Statuto (art.3), di:
«• Salvaguardare il bene comune storico, paesaggistico, architettonico ed ambientale rappresentato dal viale di Corso Marconi con la sua alberata:

• Evitare la costruzione di un parcheggio interrato nel sedime stradale del corso stesso, in particolare secondo quanto proposto nel Programma dei Parcheggi Pertinenziali approvato dal Consiglio Comunale in data 22 ottobre 2012;

• Porre le caratteristiche del Corso richiamate al primo punto sotto adeguata tutela;

• Promuovere processi decisionali partecipati, aperti, trasparenti ed informati per il governo del quartiere e della città.»

Il 18 novembre 2014 il MIBACT (Ministero per i Beni Artistici, Culturali e il Turismo) con proprio decreto soddisfaceva la richiesta del Comitato sancendo l'interesse culturale di Corso Marconi e ponendolo sotto la propria tutela; con Deliberazione del Consiglio Comunale, proposta dalla Giunta Comunale il 26 settembre 2017, veniva sventata la costruzione del parcheggio pertinenziale interrato in Corso Marconi (e inibiti futuri progetti simili). Tuttavia il Comitato NON PUO' ANCORA DIRSI AFFATTO SODDISFATTO.
Infatti le successive vicende relative alla "sistemazione" del Corso, alle soluzioni per la mobilità nel Corso e nel quartiere, nonostante i richiami e le proteste del Comitato, hanno dimostrato che esso non è riuscito nella finalità, che si era dato fin dall'origine di «Promuovere processi decisionali partecipati, aperti, trasparenti ed informati per il governo del quartiere e della città».
Ancora negli ultimi giorni dobbiamo apprendere dalle pagine dei quotidiani di mirabolanti (nuovi?) finanziamenti per "abbellimenti", "ripavimentazioni", "riorganizzazioni" dei percorsi pedonali, ciclabili, degli autoveicoli e della loro sosta nel Corso e nel quartiere. Su quale documentazione si prospettano tali finanziamenti? Dove sono i progetti? Da chi sono stati suggeriti e con chi sono stati discussi?

Siamo di nuovo da capo? (L'anno prossimo saranno dieci anni da quando, maggio-giugno 2012, iniziò l'odissea del parcheggio pertinenziale interrato, imposto ai cittadini). Nei prossimi giorni verrà convocata l'Assemblea del Comitato che le misure antipandemia avevano impedito di riunire.

Perché c'è un ritornello che non ci esce di testa:

«La libertà non è stare su un albero,

la libertà è partecipazione!»

5 GENNAIO 2021: Comunicato sugli interventi della Amministrazione cittadina relativi a Corso Marconi e alla viabilità in San Salvario

Il Comitato Salviamo Corso Marconi, confermando le preoccupazioni ed obiezioni formulate nel comunicato del 7 settembre 2020, non può che esprimere ferma ed irritata contrarietà alle modalità ed alla tempistica con cui sono state assunte decisioni, discutibili ma sottratte ad ogni seria discussione, relative a Corso Marconi nonché alle modifiche disarticolate alla viabilità nel quartiere San Salvario.

Una amministrazione eletta sulla promessa di una politica di decisioni partecipate e di ascolto dei cittadini è riuscita a deliberare la sperimentazione di una soluzione per Corso Marconi (mai emersa, così come deliberata, nella discussione pubblica) quando la "consultazione" di alcuni dei c.d. stakeholder stava a malapena avviandosi;  cita un «questionario on line ad ampia diffusione» che la maggior parte dei residenti non ha mai visto o di cui non ha avuto mai nemmeno notizia (e che diversi di coloro che l'hanno visto e provato a compilare descrivono come un questionario costruito ad arte per avere risposte precostituite e che, comunque, non consentiva di esprimere opinioni e valutazioni non espressamente contrarie ma alternative a quanto proposto); spaccia come equivalente a un parere del Consiglio della Circoscrizione 8 «il contributo del coordinatore Miano incontrato e intervistato in merito da personale dell'ATI di accompagnamento sociale il 6 febbraio 2020»; promuove quella che autodefinisce una "sperimentazione" in un momento in cui la situazione pandemica ha stravolto ogni uso degli spazi urbani e la mobilità cittadina, invalidando qualsiasi evidenza fattuale rilevante (che comunque non accompagna la decisione di rendere la "sperimentazione" definitiva).

Venivano irrisi i membri del Comitato, quando apprendendo - a decisioni prese - quali interventi l'Amministrazione intendesse effettuare in Corso Marconi, ricordavano la tutela a cui è dovutamente soggetto e come, ad esempio, la coloritura dell'asfalto prospettata apparisse come una brutta copia del progetto, all'interno di quello fortunatamente abbandonato di parcheggio pertinenziale interrato, di "abbellimento" con la "decorazione" pavimentale del corso, già rigettata con forza dalla Soprintendenza: «Non penserete mica che elaboriamo un progetto simile senza sottoporlo all'approvazione della Soprintendenza competente!». Come mai, allora, il 15 gennaio leggiamo su La Stampa, in un virgolettato, che la Soprintendente Papotti dice che «nessuno ci aveva chiesto l'autorizzazione a realizzare questo progetto, benché interessasse un sito monumentale. Siamo stati noi, una volta venuti a conoscenza delle intenzioni del Comune, a informarci e recuperare la documentazione necessaria»[1]?

Gli interventi sulla viabilità del quartiere (parziali pedonalizzazioni, restringimento di via Madama Cristina alle fermate tranviarie, interruzione di via Ormea, ecc.), avulsi dalle reali necessità del quartiere, sono stati similmente imposti in modo aprioristico e frammentario, fuori da un piano organico relativo a sosta e viabilità nel quartiere di San Salvario senza mostrare una ragionevole visione complessiva che punti al miglioramento della qualità della vita dei cittadini (e mostrando talvolta  addirittura l'ignoranza dei più banali dati di fatto, come i sensi unici esistenti delle vie).

Tale modalità di imporre decisioni irrazionali, con consultazioni parziali e a posteriori, percepite come fittizie dai cittadini, per di più in un momento di difficoltà oggettiva per il quartiere (dehors di emergenza, lavori IREN per il teleriscaldamento, ricorso al trasporto privato per paura del contagio, difficoltà per la discussione pubblica)  ha come solo risultato quello di ridare agibilità politica e forza alle voci radicalmente contrarie alla salvaguardia della qualità ambientale, urbanistica e civile della città.

Il Comitato Salviamo Corso Marconi non ha mai voluto imporre una propria ricetta unica per il viale e per la mobilità nel quartiere: ha sempre reclamato una elaborazione collettiva e condivisa - che vedesse il confronto leale di tutte le parti civiche interessate - di soluzioni rispettose del decreto di tutela, delle qualità storiche, architettoniche, urbanistiche ed ambientali del corso e del suo contesto, da inserire in un piano di mobilità complessivo che punti alla migliore qualità della vita per tutti.

Proprio quello che questa Amministrazione aveva promesso di fare e non ha fatto.

[1] P. F. Caracciolo, "La Soprintendenza boccia i colori di corso Marconi", in La Stampa [edizione di Torino], 15/01/2021, p. 44

Grazie Soprintendente Papotti!


La Stampa del 15 gennaio 2021, nelle pagine di Torino (p. 44) ha dato notizia delle (giustissime, secondo noi) obiezioni della dott. Papotti al progetto della amministrazione torinese su Corso Marconi.
Ringraziamo nuovamente, scusandoci per il ritardo, la Soprintendente per la sorveglianza sulla tutela del Corso.
Aggiungiamo qui solo che quando, lamentando la mancata consultazione preventiva dei cittadini, dei comitati, della Circoscrizione, ecc., dei c.d. "stakeholders" insomma, ricordammo le caratteristiche tutelate dello storico Corso Marconi e prevedemmo che ci sarebbero state obiezioni da parte della Soprintendenza, fummo irrisi, noi patetici noiosi bastian contrari.
Noi patetici noiosi bastian contrari avevamo solo chiesto (e avuto) un impegno a sentire cittadini ecc. (e quell'ecc. era un elenco ecumenico e comprendeva ovviamente e non marginalmente la Soprintendenza) PRIMA di elaborare un progetto. Evidentemente era una finta promessa, fatta tanto per togliersi d'intorno i soliti patetici noiosi bastian contrari.

8 settembre 2020: Comunicato sulla "sperimentazione" della pedonalizzazione di un tratto di Corso Marconi e di altri interventi del Mobility Lab

Dettaglio da Il ciarlatano Dulcamara che vende l’elisir, di Giovanni Migliara


Il 2 agosto 2019 il Comitato Salviamo Corso Marconi veniva ricevuto dall'Assessora Lapietra (affiancata da alcuni tecnici del suo ufficio) ottenendo l'impegno a consultare ampiamente i cittadini, le loro associazioni e comitati, prima di redigere piani per la sistemazione e la regolazione della mobilità in San Salvario (https://www.facebook.com/salviamocorsomarconi 2 agosto 2019). Abbiamo inutilmente atteso per un anno tale consultazione.
Il 14 luglio scorso abbiamo appreso dai giornali della decisione della Giunta di mettere in atto la "sperimentazione" di una serie di pedonalizzazioni tra le quali quella che prevede la pedonalizzazione completa del viale centrale di Corso Marconi tra via Madama Cristina e Corso Massimo D'Azeglio e le chiusure dei controviali tra via Madama Cristina e Via Ormea e dell'attraversamento di via Ormea.
Senza entrare nel merito delle obiezioni che alle specifiche misure previste si potrebbero sollevare, osserviamo che:
1) Non ci risulta che la chiusura complessiva di entrambi i controviali assieme al viale centrale e dell'attraversamento di via Ormea sia una delle ipotesi emerse nella discussione degli ultimi anni;
2) La consultazione preventiva dei cittadini interessati e delle loro associazioni e comitati è stata saltata a piè pari dalla decisione dell'Assessora e della Giunta;
3) Le interviste di associazioni e cittadini da parte dell'Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario, affidate nell'ambito del Torino Mobility Lab, erano solo in corso (e, forse, ancora in uno stadio non avanzatissimo, considerato che il Comitato Salviamo Corso Marconi è stato contattato per fissare un'intervista dopo la decisione della Giunta);
4) La "sperimentazione" viene effettuata mentre
• lavori di scavo stradale per conto di IREN per il teleriscaldamento e i relativi cantieri intralciano e modificano il traffico nel quartiere;
• le preoccupazioni relative al contagio COVID spingono molti a non affidarsi al trasporto pubblico con un aumento del traffico privato e in particolare automobilistico, specie con la ripresa lavorativa e la riapertura delle scuole;
• la moltiplicazione dei dehors e la loro estensione per favorire la ripresa degli esercizi commerciali di somministrazione ha sottratto ulteriori spazi di sosta per i veicoli di residenti e clienti, che si aggiungono alla riduzione conseguente alla risistemazione, con tre corsie ciclabili, di via Nizza;
5) nella comunicazione relativa alle sperimentazioni si promettono valutazione dei risultati e ascolto dei pareri dei cittadini: non è affatto chiaro su che dati e attraverso quali canali ciò avverrà e ci sembrano leciti dubbi sulla veridicità di tale rassicurazione, visto gli specifici precedenti;
6) interventi che, presi singolarmente o astrattamente, potrebbero parere utili e positivi possono risultare controproducenti e dannosi nel contesto in cui si situano e nell'interazione con altri interventi che modificano il quadro complessivo;
7) nel governo del territorio esiste anche (!) la Circoscrizione VIII, che il Comitato ha sempre cercato e riconosciuto come interlocutore istituzionale: dov'è? Che ruolo ha o non ha avuto nella decisione della Giunta? Che significato ha il "cerotto" che copre il logo della Circoscrizione nei cartelli informativi della "sperimentazione"?
Dopo tante promesse di "vera partecipazione" chiediamo a questa Giunta: chi è stato consultato? Quando? In quali forme? Con quali risultati e che considerazione?
Il Comitato Salviamo Corso Marconi ribadisce di avere sempre avuto al centro del proprio impegno la salvaguardia della salute e della qualità della vita del quartiere e della città, da difendere con decisioni informate e partecipate, non con autodafé.
[immagine: Dettaglio da Il ciarlatano Dulcamara che vende l’elisir, di Giovanni Migliara, da https://artoblog.it/giovanni-migliara-viaggio-in-italia/]

2 agosto 2019 IL COMITATO RICEVUTO DA ASSESSORA LAPIETRA (Viabilità) E IN ASSESSORATO AMBIENTE.


Ieri il Comitato (lì rappresentato dal presidente Umberto Capra, il vicepresidente Emilio Soave e la consigliera Anna Iannello) è stato ricevuto dall'assessora (Viabilità) Maria Lapietra con un gruppo dei suoi tecnici e, successivamente e separatamente, dalla dott. Cristina Seymandi (assessorato Ambiente) coordinatrice del Tavolo di Progettazione Civica.
I due incontri sono stati convocati in risposta alla lettera inviata dal Comitato (secondo quanto deliberato nell'assemblea del 3 luglio) alle istituzioni cittadine e circoscrizionali raccomandando, ancora una volta, che ogni decisione sulla risistemazione o riqualificazione di Corso Marconi «derivi da un attento ascolto (non solo consultazione) e da una consapevole partecipazione dei cittadini [...] sia basata sulla concreta analisi della realtà del quartiere e di questa parte della città, delle necessità e dei desideri dei cittadini, desunta attraverso un reale ed attento processo di ascolto dei cittadini, direttamente, attraverso le loro forme di auto-organizzazione (comitati, associazioni) e nel confronto con gli organi istituzionali locali (Circoscrizione e sue commissioni) e non per servire ipotesi preconcette; che si tenga conto del rapporto del Corso con San Salvario, il Valentino e il suo Castello [...], nonché dell'evoluzione sociale, culturale, commerciale e dei relativi problemi ed opportunità del quartiere di cui è un elemento storicamente fondamentale».
Dall'assessora Lapietra, che pure ha richiamato la necessità e responsabilità dell'amministratore di assumere delle decisioni, è stata dichiarata una netta disponibilità all'ascolto delle ragioni dei cittadini, concretamente esplicitata nella raccolta, in corso, di dichiarazioni di interesse per un coordinamento (da mettere a bando) di una progettazione partecipata per la definizione di linee guida per la riqualificazione di Corso Marconi. Il tutto nel quadro del “Collegato Ambientale” per il progetto “Torino Mobility Lab” (nell’ambito del ‘Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa–scuola e casa–lavoro’ che ha come obiettivo la riduzione del traffico privato negli spostamenti quotidiani nel quartiere torinese di San Salvario) e con fondi in parte già disponibili ed in parte che si spera di riuscire ad ottenere nel 2020.
La dott. Seymandi (che ci ha ricevuti nella data concordata nonostante fosse venuta meno la possibilità che partecipassero altri tecnici dell'assessorato) ha ribadito la sua convinzione sulla necessità di processi formalizzati di progettazione partecipata, coordinando il Tavolo di Progettazione Civica.
Assumiamo il picchio a nume tutelare: ha la testa dura e si fa sentire.

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4 luglio 2019

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Era il 4 luglio 2013 e piantavamo il primo albero di protesta e civile resistenza. Sei anni dopo, la distruzione del viale è stata sventata e tutti gli alberi sono stati ripiantati. Il primo, quello del 4/7/13, è cresciuto bello e forte. Non pubblichiamo la foto di come è ora; invitiamo tutti ad andarlo a vedere con i propri occhi. Farete fatica a crederci, ad individuarlo come proprio quello, tanto è cresciuto. Attendiamo le vostre foto, per condividere la meraviglia. Perché anche se è stato lungo, difficile (e non ancora del tutto completato) è una meraviglia quello che siamo riusciti a fare insieme. Che sia una coscienza di cittadinanza con radici sane e una rigogliosa crescita!

 

Torino 15 nov 2016

In Sala Rossa il Vicesindaco Montanari, rispondendo ad una interrogazione di Lubatti (ex-assessore alla viabilita' sotto sindaco Fassino), ha affermato che il parcheggio di Corso Marconi non si farà in quanto l'amministrazione non intende procedere all'aggiudicazione alla seconda impresa, poiché si tratta di una potestà e non di un obbligo attribuito dal bando all'amministrazione. La delibera non è ancora pronta, ma lo sarebbe a giorni.

Ovviamente aspettiamo la delibera per stappare la famosa bottiglia, ma mettetela al fresco.

 

COMUNICATO STAMPA
Torino, 19 ottobre 2016
Salviamo Corso Marconi: pronti ad un nuovo ricorso
Domani 20 ottobre sarà la giornata europea delle alberate.
Il comitato Salviamo Corso Marconi che lotta dall'aprile 2013 per salvare l'alberata storica (ottenendone la tutela dal MIBACT), auspica che lo scellerato progetto del parcheggio interrato privato pertinenziale, contro il quale ha presentato un ricorso al TAR ancora pendente, venga definitivamente archiviato.
Se dopo l'avvenuta revoca della prima aggiudicazione il progetto venisse aggiudicato dal Comune ad altra impresa, il Comitato risponderà con la determinazione dimostrata dai cittadini in questi anni, proponendo un nuovo ricorso.
Il Presidente del Comitato Umberto Capra ribadisce “Il prossimo passo sarà poi quello di promuovere un pubblico dibattito per la riqualificazione e manutenzione del viale e di aprire in tale direzione una collaborazione con la nuova amministrazione”.

 

 

Un brindisi a Torino
Carissimi,
a tre anni dalla nostra prima manifestazione troviamoci intorno al primo albero che abbiamo piantato per un brindisi al viale e alla nostra resistenza.
lunedì 4 luglio 2016 ore 18.30
corso Marconi 23

 Vi aspettiamo!

ASSEMBLEA  del Comitato Salviamo Corso Marconi

Venerdì 20 maggio 2016   ore 21   

Casa del Quartiere (sala al piano terra, in fondo al cortile) Via Morgari 14

Si parlara' di:
- Aggiornamento sullo stato di avanzamento della delibera per la realizzazione di parcheggio interrato pertinenziale sotto Corso Marconi e il ricorso al TAR, dopo tre anni di lotte.
- Elezione degli Organi del Comitato (art. 6 dello Statuto).
- Programma di azione, iniziative da intraprendere, problemi emersi (degrado del Corso e dell'alberata, utilizzazione in occasione di Terra Madre, ecc.).
- Partecipazione del Comitato a San Salvario ha un Cuore Verde 2016.
Varie ed eventuali. 

Per scaricarica e diffondere il volantino clikka qui

Ricorso in corso

Grazie al ricorso sostenuto da moltissime persone e portato avanti dal Comitato Salviamo Corso Marconi, il progetto per la costruzione del parcheggio pertinenziale è tutt'ora sospeso.
Il ricorso è in attesa di esame. Il ricorso e' stato depositato il 1 dicembre 2014.

Ancora abbattimenti di alberi in corso Guglielmo Marconi.

abbattimento corso marconi

Comunicato qui.

Altri due ippocastani sono stati abbattuti nei giorni scorsi in Corso Marconi, nella stessa area taxi oggetto di abbattimenti nel gennaio 2014.
Il Comitato Salviamo Corso Marconi, in attesa di conoscere dal Verde Pubblico la valutazione sulle ragioni specifiche di questa moria, lamenta ancora una volta la mancanza di cura e manutenzione dell’alberata, aggravatasi da quando si è prospettata l’ipotesi di realizzazione del parcheggio interrato privato, progetto per cui dovrebbero essere abbattuti o rimossi tutti gli ippocastani compresi fra via Madama Cristina e corso Massimo d’Azeglio.
Il Comitato Salviamo Corso Marconi esprime viva preoccupazione per la sorte dell'alberata che, una volta rimossa, secondo il progetto della società aggiudicatrice del lavoro, dovrebbe essere sostituita con giovani ippocastani impiantati in vasche di cemento profonde 1,5 metri su soletta, di certo non le condizioni ideali per la loro crescita a piena statura e durata nel tempo, a dispetto delle prescrizioni di Soprintendenza e Direzione Regionale del Ministero dei Beni Culturali.
Intanto, con l’abbandono di ogni cura sostanziale, si è arrivati progressivamente alla situazione attuale, con un'alberata che tutti definiscono trasandata e disomogenea, e bisognosa di "interventi chirurgici". Il Verde Pubblico è privo di risorse e chi compie le scelte nel campo della mobilità, dei parcheggi e delle infrastrutture si accanisce in scelte controproducenti.
Aggiungendo beffa al danno, apprendiamo che la Città è pronta a spendere 250.000 euro in una gara per panchine con wi-fi «con presa USB» per “imporre” la contestata pedonalizzazione del primo tratto di via Roma.
La nostra richiesta come Comitato è una sola: che vengano rimpiazzati gli alberi che non sono più stati sostituiti, o che vengono abbattuti. Il degrado dell'alberata non è una scelta casuale, ma frutto di una scelta che porti l’opinione pubblica ad accettare il parcheggio, perché "tanto l'alberata peggio di così non potrà essere".

Torino, 22 settembre 2015

Molti alberi furono danneggiati con lo spostamento temporaneo, nel 1999, del mercato di piazza Madama Cristina in corso Marconi, che costrinse a realizzare sottoservizi, ad asfaltare tutte le banchine, ad eliminare le panchine. La Città, dopo il ritorno del mercato in piazza Madama Cristina, non ha più previsto i necessari interventi di manutenzione dell'alberata e di reimpianto degli alberi deperiti.
Dal 2007 l’area venne interessata dal cantiere della Metropolitana ed il corso venne utilizzato come deposito di materiali pesanti; qui fu anche riposizionato il capolinea dei bus extraurbani, precedentemente posto in largo Marconi. Rimosso il cantiere della Metro, si è cominciato a parlare del parcheggio interrato, e quindi la Città ha continuato a non investire sulla ricostituzione di un'alberata omogenea e sul reimpianto di alberi deperiti e in cattivo stato di salute.
Nel 2010 un ippocastano crollò su una macchina e successivamente altri sette esemplari vennero abbattuti. Erano malati: l’apparato radicale stava marcendo «probabilmente a seguito dei lavori effettuati sul suolo pubblico anni fa», come venne indicato dal Comune.
Anche lo scarso controllo dei lavori, pubblici e privati, nel sottosuolo di corso Marconi ha contribuito alla moria (programmata?) dei suoi alberi: anche nel recente passato il Comitato ha individuate e denunciate ulteriori infrazioni al Regolamento del Verde causate dall’ennesimo cantiere privato.